Storia delle Missioni

India

Il primo gruppo di Salesiani, guidati da Don Giorgio Tomatis, giunge in India nel 1906. A Tanjore, diocesi di Mylapore, hanno la cura pastorale di un orfanotrofio, della parrocchia e di una scuola industriale.
Nel 1922 la Santa Sede affida ai figli di don Bosco l’attività missionaria nell’Assam (Megalaya), specialmente tra i Khasi, a Shillong. A guidare la nuova opera è don Louis Mathias.
Nel 1928 vengono affidate ai Salesiani le Diocesi di Krishnagar e di Madras. Dal 1930 i missionari sono attivi tra i Garo, Khasi, Naga, Megir e Adibasi, come dimostra il Museo Etnologico di Shillong.
Gradualmente l’Opera Salesiana si sviluppa in tutte le regioni del paese. Molte le difficoltà, specie povertà e tensioni religiose.
La storia dei figli di don Bosco in India annovera missionari straordinari: don Orfeo Mantovani e don Francesco Schlooz (apostoli tra i lebbrosi), don Vincenzo Scuderi, don Antonio Alessi, don Costantino Vendrame, don Francesco Convertini, don Leone Piasecky, don Archimede Pianazzi, don Aurelio Maschio, don Jesus Jmenez, Mons. Stefano Ferrando (fondatore delle Suore Missionarie di Maria Ausiliatrice), i fratelli Colussi, il Coad. Santi Mantarro (costruttore, drammaturgo, maestro di banda). Con loro tenaci missionarie FMA, tra cui: Sr Innocenza Vallino, Sr Maria Avio, Sr Luigina Saletta, Sr Eugenia Versino, Sr Rina Colussi. Anche l’India Salesiana ha i suoi martiri, vittime delle guerriglie locali e delle tensioni religiose: don Josè Nadumattathil (1997), il Maestro Novizi di Imphal don Raphael Paliakara, don Andreas Kindo e  don Shinu Joseph (2001).
Oggi sono 10 le Ispettorie Salesiane in India, oltre 300 le Opere, animate da oltre 2250 salesiani indiani.