Storia delle Missioni

Giappone

In Giappone i primi Missionari Salesiani arrivano nel 1926, guidati da don Vincenzo Cimatti, un salesiano ricco di grande bontà, dotato di intelligenza e doti umane non comuni, musicista dall’estro gioioso e creativo. Nel 1928 vengono affidate alla loro cura pastorale le provincie di Miyazaki e Oita, mentre nel 1933 l’attività raggiungeva Tokyo e Osaka. Accanto a don Cimatti, nominato Prefetto Apostolico, operavano don Pietro Piacenza e don Leone Liviabella e don Antonio Cavoli (per sua iniziativa sono fondate le Suore della Carità di Miyazaki). Nonostante la disastrosa guerra, l’attività missionaria non si spense e riprese con slancio alla fine del conflitto.
Il progetto educativo e pastorale di don Bosco in Giappone si esprime negli oratori, nelle parrocchie e in un’attività scolastica molto stimata. È accompagnato da quello delle Figlie di Maria Ausiliatrice per la gioventù femminile e per le famiglie. Grande saggezza, attenzione alla cultura locale, profondità culturale e spirituale sono alcuni tratti della loro presenza. Tra le FMA che hanno operato in Giappone si segnalano la pioniera Sr. Letizia Begliatti e sr. Teresa Merlo, prima Ispettrice delle FMA in Giappone.
Nel 1965 un grande traguardo viene raggiunto: la traduzione e stampa della Bibbia in lingua parlata a cura di don Federico Barbaro.
Il lavoro educativo e pastorale dei salesiani non è facile, in un ambiente forte culturalmente e dalle grandi tradizioni religiose.
Oggi sono circa una trentina le presenze dei figli di Don Bosco in tutto il paese animate da 130 salesiani, in gran parte giapponesi. Dal 1995 la loro azione pastorale si estende fino alle Isole Salomone.