Percorso geografico

Asia

Il percorso dedicato alle collezioni asiatiche inizia con la Cina, di cui si è scelto di presentare il ruolo del confucianesimo, la devozione popolare domestica e la produzione ceramica, inseriti nel contesto storico-politico dell’inizio del XX secolo.
La visita prosegue con le vetrine dedicate al Giappone che riflettono tematiche che trascendono il momento storico e spiegano attitudini spirituali e costumi popolari presenti ancora oggi. Acc
anto alla vetrina sul ruolo della cultura del samurai, sono presenti quelle sullo Shintoismo e sul Buddismo domestico, con manufatti risalenti per lo più all’inizio del XX secolo.
Il Sud Est Asiatico è raccontato attraverso il tema dell’influenza cinese, non solo nella produzione ceramica e delle lacche, ma anche nelle tradizioni religiose, a cominciare dal Buddismo e dalle tradizioni popolari a loro volta parte del processo millenario di indianizzazione.

Un discorso a parte meritano le vetrine dedicate alle popolazioni indigene del nord-est dell’India. Questa può infatti definirsi l’unica collezione omogenea della sezione orientale, grazie all’interessamento continuativo dei missionari che operano sul posto. Si tratta di oggetti di uso comune, da un lato, e di uso rituale e cerimoniale dall’altro, impiegati dalle popolazioni (per lo più i Khasi) stanziate in Meghalaya e Arunachal Pradesh. Queste popolazioni, isolate per millenni nelle zone collinari dell’India nord-orientale, sono ora soggette a un’inevitabile occidentalizzazione (o meglio indianizzazione), dovuta a stimoli sia politico-economici che socio-culturali provenienti dal mondo esterno. Gli oggetti contenuti in questa collezione sono quindi da considerarsi testimonianze significative di tradizioni in rapida trasformazione e dimostrano l’attenzione e l’interesse dei missionari che operano in queste aree nell’attività di ricerca e documentazione.
Infine, nelle vetrine dedicate all’India sono mostrati alcuni aspetti della religiosità hindu, della danza e dei costumi popolari del sub-continente indiano (dalla produzione di miniature votive, agli utensili domestici, fino all’influenza islamica sulle arti decorative) corredate da oggetti raccolti a partire dal 1924 dai missionari salesiani attivi nell’area di Tanjore.

DOVE

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